Archivi per la categoria ‘  4 Schede film’

Aujourd’hui (Oggi)

di Alain Gomis

Senegal/Francia, 2001, 1h28 min, wolof e francese

Con : Saul Williams, Aissa Maiga, Djolof Mbengue, Thierno Ndiaye Doss

Aujourd’hui è stato presentato in anteprima francese al Festival del cinema di Contis, il 1 giugno 2012 alla presenza del regista Alain Gomis e del co-produttore Alain Guesnier (Agora Films).

Sinossi

Abbiamo raccolto le sue parole

La pirogue

di MoussaTouré,  Senegal, Francia, Germania, 2012, 87’

In selezione  a “Un certain regard”-Cannes 2012”

Sinossi

Le parole del regista


Viva Riva!

E’ uscito nelle sale francesi Viva Riva!

del regista congolese  Djo Tunda Wa Munga.

RDC  2010, 100 min

Sinossi

trailer

Leggi l’intervista di Claire Diao al regista Djo Munga (in francese)



Kedach ethabni- Quanto mi ami!

Kedach ethabni- Quanto mi ami!

di Fatma Zohra Zamoum

Algeria / Marocco 2011,  1h38

Leggi l’intervista a Fatma Zohra Zamoum (italiano)

Entretien avec Fatma Zohra Zamoum (français)

JUJU FACTORY

Un film di Balufu Bakupa Kanyinda

Francia / Belgio /Repubblica Democratica del Congo,  2007,  97 min

Sinossi

I commenti del regista

“Lo specchio dice sempre la verità”

LAUT BERCERMIN- Lo specchio dice sempre la verità

Regia: Kamila Andini

Sceneggiatura: Kamila Andini, Dirmawan Hatta

Indonesia – 2011


Sinossi: Il film racconta le vicende di una ragazzina, Pakis, che vive in un villaggio di pescatori e di come, con l’aiuto di un amico e di un giovane naturalista venuto dalla capitale per studiare il comportamento dei delfini, riuscirà a superare la morte del padre, disperso in mare durante una pesca.

Regista:
Kamila Andini, figlia del regista indonesiano di fama internazionale Garin Nugroho, nasce a Giacarta e studia Sociologia e Media alla Deakin University a Melbourne. Inizia la sua carriera dirigendo documentari per gruppi ambientalisti, e in seguito lavora in ambito televisivo e realizza video musicali. Esordisce alla regia di un lungometraggio nel 2011 con The Mirror Never Lies, che riceve una Menzione Speciale da parte della Global Film Initiative.

Proposte didattiche:

E’ interessante lavorare con la classe sui temi presenti e in particolar modo far riflettere sul valore simbolico dello specchio. Che valore ha per la protagonista? Come cambia la relazione che lei ha con l’oggetto?

O ancora far osservare le relazioni all’interno delle quali si trova Pakis e provare a discutere su quali possono essere le ragioni e come si modificano, grazie a chi.

Una riflessione non può prescindere dall‘analisi del mare, del suo significato all’interno del film e nella vita di Pakis e della sua comunità.

Per avere qualche idea delle osservazioni emerse dopo la visione e la discussione sul film potete ascoltare le interviste realizzate dagli studenti della 3G dell’IC Borsi di Milano che trovate a questo link. Le interviste sono state realizzata durante e dopo la proiezione.

Hors la loi

Uomini senza legge- (Hors la loi)

di Rachid BOUCHAREB
Francia/Algeria/Belgio, 2010, 132 min

In seguito ai massacri di Sétif nel 1945, tre fratelli e la loro madre, spogliati delle loro terre in Algeria,  sono costretti a fuggire e a separarsi. Messaoud sarà impegnato in Indocina, Abdelkader  guiderà il movimento per la liberazione dell’Algeria in Francia, Said a Parigi farà fortuna con la boxe e si darà alla bella vita.  Nonostante qualche incomprensione,  i loro destini sono inesorabilmente uniti attraverso da quello di una nazione in lotta per la sua libertà. Il film traccia le loro esistenze, dal 1945 al 1962, quindi dopo i moti dell’ottobre 1961 quando  Parigi ha visto una violenta repressione della manifestazione contro il coprifuoco imposto ai lavoratori algerini. Dopo Indigènes, Bouchareb (nato a Parigi da genitori algerini)  ha avuto il coraggio di affrontare una delicata questione del passato coloniale francese.  Uomini senza legge, più che un film storico,  è  un inno contro la violenza, di cui  mette in luce gli effetti sia di chi la subisce, ma anche di chi la esercita.

Solo andata

SOLO ANDATA, il viaggio di un Tuareg

di Fabio Caramaschi

Italia, 2010, 52 min.

Sidi è un giovane Tuareg, emigrato assieme alla sua famiglia dal Sahara Nigerino a Pordenone, nel cuore del nord-est industriale italiano. Quando la famiglia è partita per l’Italia, sono stati costretti dalle leggi sul ricongiungimento a lasciare in Niger il figlio più piccolo, che sta crescendo con il nonno e gli ultimi custodi della tradizione, mentre il fratello Sidi diventa ogni giorno più italiano.

Dopo avere vissuto metà della sua vita in Africa e metà in Italia, l”identità adolescente di Sidi è oggi divisa fra il desiderio di integrarsi nella nuova realtà italiana e la nostalgia degli immensi spazi e della vita semplice e libera dell’infanzia africana ormai lontana. Per affrontare i suoi dubbi e le sue paure, è Sidi stesso ad impugnare la telecamera per scoprire il nostro mondo e contemporaneamente rivelarci il suo. L’ “inchiesta” di Sidi raggiunge un fondamentale punto di svolta quando il padre riesce a vincere la sua lunga battaglia contro la burocrazia italiana e ottiene finalmente i documenti per fare venire in Italia anche il figlio più piccolo, Alkassoum. Mentre il nonno e quelli che non hanno mai abbandonato il loro deserto lo percorrono ancora una volta in carovana, i due fratelli in Italia affrontano uniti una non facile integrazione in un mondo dove sembrano essere necessari, ma non sempre voluti.

Mortu nega

Mortu nega

il primo lungometraggio di Flora Gomes,

Guinea Bissau, 1988

Sinossi

Incontro con il regista

Le jeu

di Abderrahmane Sissako,

Mauritania, 1988, 23 min

sinossi

Incontro con  il regista

Rostov-Luanda

Un film di Abderrahmane Sissako

Sinossi

Incontro con Abderrahmane Sissako

Neighbor

di Naghmeh Shirikhan
Iran/Canada/USA 2010

Shirin vive sola in Canada nella comunità iraniana di Vancouver, con un gran senso di vuoto e la sofferenza per tutto ciò che ha lasciato. Un film di donne, cinque generazioni di iraniane alle prese con la migrazione, le separazioni, la solitudine, come una storia d’amore tra madri e figlie.

Incontro con la regista   Naghmeh Shirkhan

Lieux Saints

Lieux saints, un documentario di Jean Marie Teno

Cameroun/Francia, 2009, 70 min
Una coproduzione Films du Raphia (Francia) e Rafhia Films Prodcustion (Cameroun)

Attraverso le vite dei tre  protagonisti -Jules Cesar che costruisce e suone djembé, Bouba che gestisce il cine-club di periferia e Abbo che scrive lettere per la gente,- Jean Marie Teno narra  le sue ricche, complesse e profonde  osservazioni riguardo ad alcuni paradossi odienri di alcuni  paesi africani. Una delle contraddizioni è la scarsità di films africani nell’era della tecnologia.

Con la partecipazione di Idrissa Ouédraogo.

Esiste il DVD con i sottotitoli in italiano!

Siggil

Siggil di Rémi Mazet

Francia/ Sénégal, 2010, 20 min

Dakar, quartieri popolari. Un anziano signore, Lamine, si prepara con cura per un appuntamento importante. Dall’altro lato della città, in una villa sontuosa qualcuno lo aspetta con impazienza. E’ così che Lamine si guadagna da vivere: portando in giro Agathe, un piccolo pechinese dei quartieri chic. Ma oggi le cose cambiano: Agathe
sparisce. La strada per ritrovarla porta nei quartieri spazzatura di Dakar: la discarica di Mbeubeuss.

Esiste il DVD con i sottotitoli in italiano!

Sombras

Sombras
un documentario di Oriol Canals
Francia, 2009, 94 min

Ogni anno, come se fosse un rituale primaverile, migliaia di immigrati nafragano sulle coste spagnole. A volte mi sembra che questi volti senza nome abitino da sempre i miei pensieri. E ogni anno la stessa ondata, la stessa storia, come se il loro destino fosse di venire ad arenarsi sulle spiagge del mio paese… Come mostrare delle persone che hanno paura di essere viste? Come raccontare le loro storie, che loro vogliono dimenticare?”

Leggi la scheda del film e l’incontro con il regista



La Chine est encore loin

La Chine st encore loin

un film di Malek Bensmail,
Algeria/Fran
cia 2008, 130 min

Il 1 novembre 1954 in un piccolo villaggio degli Aurès, una coppia di maestri francesi e un Caid algerino sono le prime vittime civili di una guerra di sette anni, che porterà all’indipendenza dell’Algeria. Più di 50 anni dopo Malek Bensmail torna in questo villaggio chaoui, simbolo degli esordi della rivoluzione algerina, per seguire per tutto un anno scolastico la vita dei giovani  studenti, tra presente e memoria del villaggio. Il regista prendendo a spunto per il suo titolo una frase del profeta Maometto, ci rende partecipi di tutte le sue perplessità e della sua ricerca di identità

Leggi la recensione del film

Precious


Pre
cious

di Lee Daniel’s ( USA, 2009). Sinossi

Ha segnato la serata di apertura  del Festival del cinema africano, d’Asia e d’America Latina di Milano 2010

Souvenirs encombrants d’une femme de ménage

Souvenirs encombrants d’une femme de ménage
(Ricordi imbarazzanti di una donna di servizio)
di Dani Kouyaté, 2009

Leggi la scheda del film

Il film  è disponibile con i sottotitoli in italiano

Une vie toute neuve

 
Une vie toute neuve

di Ounie Lecomte,

Corea del Sud/Francia, 2009

Leggi la sinossi

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Leggi l’intervista a Ounie Lecomte.

More than just a game

 
More than jsut a game (Più che un semplice gioco)

di Junaid Ahmed, Sudafrica 2007

La storia vera  di cinque attivisti politici rinchiusi  dal regime dell’apartheid nel carcere di Robben Island (lo stesso in cui è stato Nelson Mandela per 18 anni)   che riuscirono a resistere per lunghi ani di prigionia creando una squadra di calcio.

Guarda i trailers

Zahra


Zahra

di  Mohammad Bakri, Palestina 2009

Sinossi

Leggi l’intervista a  Mohammad Bakri

C.A.R.A. Italia


C.A.R.A ITALIA di Dagmawi Yimer
,
Italia, 2009, 40 min

Attraverso la storia di Hassan e Abubakar, ragazzi somali cresciuti insieme a   Mogadiscio e ritrovatisi nella fuga verso l’Europa, un impietoso sguardo dall’interno sull’accoglienza che il nostro paese riserva a chi è cresciuto nel mito
dell’Europa democratica e civile.

Leggi l’intervista a Dagmawi Yimer

Moloch Tropical

Moloch Tropical
di Raoul Peck, Haiti/Francia 2009

In un castello arroccato sulle montagne di Haiti, il presidente “democraticamente eletto”  si accinge a celebrare la festa nazionale, ma la popolazione è in rivolta. Per mantenere il potere l’ultima strada che gli rimane  è l’invio del corpo speciale  delle Chimères a cui ordina una repressione violenta.

Leggi l’intervista al regista Raoul Peck

Mascarades

Mascarades di Lyes Salem,
Algeria/Francia, 2008
Divertente e ironica commedia ambientata in un villaggio algerino, dove gli abitanti si scambiano sentimennti di solidarietà  ma anche invidia, come accade in tutte le piccole comunità. Mounir è molto attento alle apparenze e l’unico neo della sua famiglia è la sorella Rym, narcolettica. … Una notte, ubriaco in un bar  annuncia agli amici che Rym sta per sposar eun ricco uomo d’affari venuto dall’estero…

Leggi l’intervista al regista.

Ezra

Ezra, non ancora ventenne, ha dietro di sé un’infanzia perduta. E’ stato addestrato alla    guerra, drogato ed indottrinato, spinto a compiere crimini orribili. E’ diventato un bambino soldato. Inun continuo gioco di rimandi tra passato e presente, il film ricostruisce la sua storia: l’attacco al villaggio, il massacro dei genitori di cui egli non ricorda nulla, l’incontro con la sorella sopravvissuta. Oggi Ezra si trova dinnanzi ad un tribunale, la sua mente ha rimosso il passato. E’ una vittima o un criminale di guerra?

Il film “Ezra” è nato da un grande lavoro di ricerca che il regista ha condotto in Sierra Leone, incontrando numerosi bambini, psichiatri, educatori, avvocati del tribunale speciale delle Nazioni Unite.

La sensibilità del regista, unita ai suoi vissuti infantili, ed alla sua attenzione sociale gli hanno permesso di realizzare un film che mette a fuoco uno tra i grandi problemi che nel mondo toccano i bambini ed i diritti negati, senza cadere nel patetico o in una semplice separazione tra bene e male.

Incontro  con il regista dopo la proiezione del film.
Intervista
con il regista Newton Aduaka
Leggi la scheda sul film.
Guarda Newton Aduaka che racconta di Ezra www.ted.com

Come un uomo sulla terra


Come un uomo sulla terra

Dagmawi Yimer, detto Dag, emigrato da Addis Abeba per motivi politici, arrivato a Lampedusa nel luglio 2006, dopo aver attraversato la Libia, ha raccolto le testimonianze di quanti hanno dovuto fare lo stesso terribile viaggio. Le brutalità che la polizia libica mette in atto, utilizzando anche i finanziamenti di Italia e di Europa per il controllo dei flussi migratori, ci rivelano un aspetto poco noto e assai scomodo delle immigrazioni dall’Africa.

Leggi la scheda

Incontro con Dagmawi Yimer

La classe

La classe
La classe

François e i suoi colleghi insegnanti sono all’inizio di un nuovo anno di lavoro al loro istituto, sito in un quartiere difficile. I suoi metodi non sono né rigidi né severi, e la sua stravagante franchezza sorprende spesso i suoi alunni, ma la sua etica lavorativa viene messa alla prova quando alcuni studenti mettono in discussione i suoi metodi…

Incontro con il regista

Weak current

Weak current

Seconda metà dell’Ottocento. Il giovane rampollo di una famiglia aristocratica abbandona le comodità
dei salotti e parte dal Friuli alla scoperta delle terre incognite d´Africa.
Il documentario compie un viaggio nello scarto esistente tra il mito dell’esploratore che voleva essere
amico degli africani e lo squallido utilizzo della sua icona oggi da parte dei poteri forti, congolese e
francese, che amici non sono. Il trasferimento delle spoglie di Brazzà non è altro che una commedia
imbastita per annebbiare lo sguardo della comunità internazionale e delle popolazioni africane sulla vera
posta in gioco: la depredazione del Congo.

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Teza (La rugiada)

Teza, di Haile Gerima,
Etiopia, Germania, Francia, 2008

Dopo aver completato gli studi universitari in Germania, Anberber fa ritorno nella natìa Etiopia.     Spera di poter fare qualcosa per il suo paese grazie alle sue capacità e le conoscenze acquisite studiando, ma presto deve fare i conti con una realtà che non riconosce più bene come sua e soprattutto con il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu, che ha condotto alla dissoluzione dello spirito della sua gente e dei valori sociali di un tempo.

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Leggi l’intervista al regista Haile Gerima

Intervista all’attore Abeye Tedla


Percussion Kid

Percussion Kid di Mohamed Achaour, Marocco 2006 (17 min)

Storia drammatica di un bambino delle montagne del Marocco raccontata al ritmo delle percussioni. Dall’infanzia in una scuola cranica, all’età adulta in un mercato come ciabattino.