Questo laboratorio si snoda attraverso due binari paralleli: quello metodologico e quello più strettamente legato all’approfondimento delle relazioni possibili tra città e Intercultura.

  1. Dal punto di vista metodologico, si intende proporre l’utilizzo del blog come strumento, luogo di scambio e di archiviazione, che può essere utilizzato dall’educatore, dal docente, dal ricercatore non solo per raccogliere documenti e materiali realizzati utilizzando liguaggi diversi (il testo, l’audio, il video, ecc.), ma anche per condividere gli stessi documenti con più attori e per “aprire”, più in generale, la ricerca ad una comunità allargata, ovvero a tutti quei soggetti che possono e che sono interessati a contribuire allo sviluppo della ricerca stessa, allo scambio di conoscenze sui temi o sui problemi considerati, a portare il proprio punto di vista. Qualora esistano le condizioni logistiche, il blog permette di avviare una ricerca partecipata, alla quale tanto i “ricercatori” quanto i soggetti coinvolti possono, volendo, contribuire in modo personale, utilizzando linguaggi diversi, sviluppando o meno alcuni elementi che man mano emergono. Il pensiero soggettivo si arricchisce grazie ai contributi di altri e assume la consapevolezza di essere parte integrante di una comunità di ricerca o di apprendimento. Supposto che vi siano le condizioni il blog diventa spazio di ragionamento condiviso, di osservazione, di discussione che a cui la comunità può liberamente accedere e partecipare; diventa luogo capace di valorizzare quella che Levy chiama “l’intelligenza collettiva”: un’intelligenza “distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta a una mobilitazione effettiva delle competenze”.
  2. Relativamente al contenuto, il laboratorio intende proporre alcuni stimoli e alcuni documenti che possono avviare una ricerca approfondita sulle diverse interazioni possibili tra i luoghi, le città e le persone, le culture. Nelle sezioni proposte, con linguaggi diversi, si “aprono” delle piste di ricerca che la comunità di apprendimento potrebbe sviluppare e approfondire, cercando e producendo altri materiali, analizzando e discutendo man mano del significato che questi assumono o possono assumere nell’indagine intrapresa. All’interno dell’ampio tema “Luoghi e identità” o “Luoghi e Intercultura” innumerevoli sono i fili lungo i quali muoversi; il ricercatore, l’educatore, il docente potrebbe sceglierne uno per poi osservare come questo possa ampliarsi o evolvere con il contributo degli altri attori.

Uno degli studiosi più significativi, al quale questo laboratorio si ispira, è Pierre Lévy. Vi presentiamo un breve estratto del suo pensiero, tratto dal libro “Che cos’è l’intelligenza collettiva?”.