Il senso del laboratorio/seminario

 

Sguardi altrove. Esercitare lo sguardo, esercitare la capacità di leggere i contesti e le situazioni per imparare a riconoscere gli stereotipi che spesso impediscono di vedere e comprendere la complessità del reale, dei luoghi e delle persone. Il percorso si snoda su due assi principali: quello del metodo e degli strumenti, dei linguaggi e quello più propriamente legato al tema.

Per quanto riguarda l’asse metodologico viene proposto l’utilizzo del blog come strumento, luogo di scambio e di archiviazione, che può essere utilizzato dall’educatore, dal docente, dal ricercatore non solo per raccogliere documenti e materiali realizzati, utilizzando linguaggi diversi (il testo, l’audio, il video, ecc.), ma anche per condividere gli stessi documenti con più attori e per “aprire”, più in generale, la ricerca ad una comunità allargata, ovvero a tutti quei soggetti che possono e che sono interessati a contribuire allo sviluppo della ricerca stessa, allo scambio di conoscenze sui temi o sui problemi considerati, a portare il proprio punto di vista. Qualora esistano le condizioni logistiche, il blog permette di avviare una ricerca partecipata, alla quale tanto i “ricercatori” quanto i soggetti coinvolti possono, volendo, contribuire in modo personale, utilizzando linguaggi diversi, sviluppando o meno alcuni elementi che man mano emergono. Il pensiero soggettivo si arricchisce grazie ai contributi di altri e assume la consapevolezza di essere parte integrante di una comunità di ricerca o di apprendimento. Supposto che vi siano le condizioni, il blog diventa spazio di ragionamento condiviso, di osservazione, di discussione che a cui la comunità può liberamente accedere e partecipare; diventa luogo capace di valorizzare quella che Levy chiama “l’intelligenza collettiva”: un’intelligenza “distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta a una mobilitazione effettiva delle competenze”.

Per quanto riguarda il tema proposto, si cercherà di indagare il significato degli stereotipi: cosa sono? Quali sono le origini? Che spazio occupano nella nostra conoscenza e comprensione della realtà circostante e come posso incidere sui nostri comportamenti? Attraverso alcuni stimoli diversi (video, audio, testimonianze, immagini, ecc.) si cercherà di individuare quali sono i soggetti e/o le situazioni che più facilmente diventano oggetto di visioni stereotipate e riduttive, che impediscono di “allargare” lo sguardo, di osservare e conoscere i luoghi e le persone anche più vicine a noi. Tra i diversi esempi si discuterà anche dell’EST. Che cosa si intende per Est? Chi sono i cittadini dell’est?

Uno degli studiosi più significativi, al quale questo laboratorio si ispira, è Pierre Lévy. Vi presentiamo un breve estratto del suo pensiero, tratto dal libro “Che cos’è l’intelligenza collettiva?”.