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Identità, città
“La bellezza, la particolarità dei territori italiani, delle grandi città e dei piccoli centri sono tratti peculiari che entrano, insieme a molte altre componenti, nell’identità di chi vi abita da sempre”.
“Non è scontato che l’identità di un territorio venga compresa e vissuta allo stesso modo da chi arriva da altrove.”
“I simboli di un territorio chiamano in causa la memoria, l’attualità, la scansione del tempo delle persone, fanno parte delle loro strutture mentali, affettive, motorie. Analogamente cambia anche la percezione che le persone hanno di un luogo, a seconda del punto di vista e del modello estetico da cui si osserva (…)”.
“La conoscenza, la frequentazione, il rispetto, l’affetto per un territorio, per un tratto di costa, per una spiaggia, per una città, per un parco pubblico sono tutte competenze cognitive ed emozionali che si possono insegnare e imparare e che possono favorire e facilitare l’integrazione“.
Sesto San Giovanni, la città delle fabbriche
”Sesto, la città delle fabbriche, ha rappresentato un punto di riferimento per i lavoratori italiani per alcuni decenni: ora, questi tratti essenziali della sua storia recente, patrimonio identitario del territorio e di chi lo abita, vengono conservati e tramandati e li troviamo, scritti e leggibili sui pannelli, per qualunque visitatore occasionale e per qualunque nuovo abitante, italiano o straniero”.
“Si è voluto intendere il territorio non come spazio neutro, ma come spazio caratterizzato dai suoi propri linguaggi paesaggiastici, artistici, urbanistici, costruttivi, espressivi, linguistici, legati alla storia e al tempo”.
Giusti, Immigrati e Tempo libero
”Se è vero che i luoghi hanno uno spirito, Sesto ne possiede uno del tutto speciale”.
Qui tra il 1903 e il 1911 si sono insediate aziende straordinarie, come la Breda, la Falck, la Ercole Marelli, la Campari: giorno dopo giorno una vera rivoluzione nella vita delle persone. E la comunità nuova che ne è nata ha forgiato e mantiene tuttora una fisionomia e un senso di appartenenza unici. Anche questo è un patrimonio.
Alla fine del ’900, con la stessa rapidità con cui le aveva acquisite, Sesto ha perso le sue grandi fabbriche. Allora ha provato a immaginare, e poi realizzare, un futuro all’altezza delle sue migliori tradizioni. Per questo abbiamo deciso di coltivare quella memoria e di salvare quei luoghi che sono parte dell’identità di questa città e della storia dell’Italia intera, dando loro un ruolo e una funzione del tutto nuovi. E i giovani hanno scoperto e fatto proprio un passato e un paesaggio che prima non conoscevano.
La memoria di una città è la base del suo futuro.
Per questo ci candidiamo, crediamo con legittimità, alla lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO per la categoria del paesaggio culturale evolutivo.”
Giorgio Oldrini, Sindaco di Sesto San Giovanni
Vai a visitare Sesto San Giovanni per l’Unesco
Identità e città
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