Archivi per la categoria ‘Sui diritti’

I ragazzi e i diritti

Vi propongo qui di leggere l’articolo scritto sul blog di classe da una studentessa nel momento in cui è stato chiesto di svolgere una ricerca e di prepararsi a condividere informazioni e documenti (di vario formato) con i compagni in una lezione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nella logica del laboratorio l’adulto può condividere un compito con i ragazzi e cogliere ciò che essi trovano. In questo caso può essere interessante osservare quale materiale viene scelto in quanto ritenuto più significativo rispetto ad altri presenti nella rete.

“Tutti gli esseri umani hanno diritti. Il diritto di dire ciò che pensano, di parlare la propria lingua, di credere al proprio Dio, di non venire torturati e trattati in modo disumano.
I diritti dei bambini devono venire applicati (Articolo 4 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia).
Gli Stati si impegnano per assicurare l’applicazione dei diritti riconosciuti nella Convenzione.
Se tra questi diritti ce ne sono alcuni che non hai, il tuo Stato dovrà cambiare le sue leggi. Magari dovranno venire riscritte o semplicemente adattate.
Dove ci sono bimbi che soffrono la fame, che muoiono a causa di malattie o che non possono andare a scuola, è difficile far rispettare questi diritti. Tocca ai paesi ricchi, come il nostro, aiutare quei paesi a dare una vita degna di questo nome all’infanzia.
Guardate questi due video e provate a scrivere che cosa ne pensate…

Cosa ne pensate?
Francesca

fonte: www.sconfinamenti.net/scuola

Libertà di espressione

Vi propongo due video estratti dal film “Rosso come il cielo” i cui personaggi sono bambini con problemi di vista. Mi pare che il film suggerisca la necessità di una riflessione non solo sulle difficoltà che possono incontrare bambini con bisogni speciali, ma sull’importanza di garantire una didattica inclusiva alla quale tutti gli studenti possano partecipare effettivamente.

Buona visione

 

 

Migranti dal mare: punti di vista diversi e una possibile soluzione

 

Wenders ha voluto raccontare attraverso le immagini di un documentario l’esperienza di accoglienza proposta dal sindaco di Riace.

La legge sull’immigrazione  e la legge del sindaco non sono necessariamente in accordo. Eppure entrambe sembrano cercare  una soluzione per un problema reale.

Il bambino ha poi un punto di vista tutto suo.

Per ascoltare l’intervista al Sindaco Domenico Lucano che spiega l’0rigine del progetto di accoglienza cliccate qui.

Condividiamo commenti, riflessioni, idee per utilizzare questo video con gruppi di studenti, di migranti, di cittadini.

Dichiarazione dei Diritti Naturali dei Bambini

Vi presento il Manifesto per i Diritti Naturali dei Bambini scritto da Gianfranco Zavalloni e richiamato anche all’interno di un Interpretare e Proseguire (Laboratorio “Il gioco della metafora: dare forma all’albero dei diritti”).pittura

  • Quali riflessioni vi suscita?
  • Come potreste impostare un’attività che ne tenga conto?

COME FOSSE UNA INTRODUZIONE - Mi piace giocare, disegnare, raccontare e ascoltare storie, fare e vedere uno spettacolo di burattini. Insomma mi piace il mondo dei bambini e delle bambine… anche perché credo sia importante che in noi resti vivo una parte di bambino. E per 16 anni ho giocato con i bambini dai 3 ai 6 anni.
Per questo più di 15 anni fa ho scritto il “Manifesto diritti naturali di bimbi e bimbe”. Lavorando prima come maestro e poi come dirigente scolastico mi sono accorto che quasi tutti i bimbi e le bimbe d’Europa o delle famiglie ricche del Sud del Mondo hanno riconosciuti i diritti stabiliti dalla Carta Internazionale dei diritti dell’Infanzia (istruzione, salute, gioco…). Ma agli stessi sono pressoché negati quelli che io definisco “diritti naturali”. Questo manifesto è rivolto ai grandi, anche perché i piccoli lo capiscono al volo. Un po’ come diceva il Piccolo Principe “…ai grandi bisogna sempre spiegare tutto quello che i bambini capiscono subito”.

1. IL DIRITTO ALL’OZIO - Siamo in un momento della storia umana in cui tutto è programmato, curriculato, informatizzato. I bambini hanno praticamente la settimana programmata dalle loro famiglie o dalla scuola. Non c’è spazio per l’imprevisto. Non c’è, da parte dei bambini e delle bambine, la possibilità di qualcosa di autogestito, di giocare da soli. C’è bisogno di un tempo in cui i bambini siano soli, in cui imparino a “vivere il sistema delle regole”, imparando da soli a gestire i piccoli conflitti. E questo senza la presenza eccessiva degli adulti. È solo così che si diventa adulti sani.

2. IL DIRITTO DI SPORCARSI“Non ti sporcare”, una frase tipica del genitore della società del benessere. Credo che i bimbi e le bimbe abbiano il sacrosanto diritto di giocare con i materiali naturali quali la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, i sassi, i rametti… Quanta gioia nel pastrocchiare con una pozzanghera o in un cumulo di sabbia. Proviamo ad osservare attentamnete bimbi e bimbe in alcuni momenti di pausa dai giochi organizzati oppure quando siamo in un boschetto… e scopriremo con quanto interesse riescono a giocare per ore con poche cose trovate per terra.

3. IL DIRITTO AGLI ODORIOggi rischiamo di mettere tutto sotto vuoto. Abbiamo annullato le diversità di naso, o meglio le diversità olfattive, tipiche di certi luoghi. Pensiamo alla bottega del fornaio, all’officina del meccanico delle biciclette, al calzolaio, al falegname, alla farmacia. Ogni luogo ha un proprio odore: nei muri, nelle porte, nelle finestre. Oggi una scuola, un ospedale, un supermercato o in una chiesa hanno lo stesso odore di detergente. Non ci sono più differenze. Eppure chi di noi non ama sentire il profumo di terra dopo un acquazzone e non prova un certo senso di benessere entrando in un bosco ed annusando il tipico odore di humus misto ad erbe selvatiche? Imparare fin da piccoli il gusto degli odori, percepire i profumi offerti dalla natura, sono esperienze che ci accompagneranno lungo la nostra esistenza.

4. IL DIRITTO AL DIALOGO - Dobbiamo constatare sempre di più la triste realtà di un sistema di comunicazione e di informazione “unidirezionale”. Siamo spettatori passivi dei tanti mass media: soprattutto la televisione. In quasi tutte le case si mangia, si gioca, si lavora, si accolgono gli amici “a televisione accesa”. E la televisone trasmette modelli culturali, ma soprattutto plasma il consumatore passivo. Con la televisione non si prende certo la parola. Cosa diversa è il raccontare fiabe, narrare leggende, vicende e storie, fare uno spettacolo di burattini. In questi casi anche lo spettatore-ascoltatore può prendere la parola, interloquire, dialogare.

5. IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI - La tendenza del mercato è quella di offrire tutto preconfezionato. L’industria sforna ogni giorno miliardi di oggetti “usa e getta” che non possono essere riparati. Nel mondo infantile i giocattoli industriali sono talmente perfetti e finiti che non necessitano dell’apporto del bambino o della bambina. L’abitudine al video-gioco è spesso incentivata dalla stessa scuola che, nel proporre l’introduzione del computer, ne suggerisce l’accattivante utilizzo ludico. E nel contempo mancano le occasioni per sviluppare le abilità manuali ed in particolare la manualità fine. Non è facile trovare bambini e bambine che sappiano piantare chiodi, segare, raspare, cartavetrare, incollare… anche perchè è difficile incontrare adulti che vanno in ferramenta a comprare i regali ai propri figli. Quello dell’uso delle mani è uno dei diritti più disattesi nella nostra società post-industriale.

6. IL DIRITTO AD UN “BUON INIZIO” - Mi riferisco alla problematica dell’inquinamento. L’acqua non è più pura, l’aria è intrisa di pulviscoli di ogni genere, la terra è inquinata dalla chimica di sintesi. Si dice sia il frutto non desiderato dello sviluppo e del progresso. Eppure oggi è importante anche “tornare indietro”. Ritrovato il gusto del camminare per la città, lo stare insieme in maniera conviviale. Ed è questo che spesso i bimbi e le bimbe ci chiedono. Da qui l’importanza dell’attenzione a quello che fin da piccoli “si mangia”, “si beve” e “si respira”.

7. IL DIRITTO ALLA STRADALa strada è il luogo per mettere in contatto le persone, per farle incontrare. La strada e la piazza dovrebbero permettere l’incontro. Oggi sempre più le piazze sono dei parcheggi e le strade sono invivibili per chi non ha un mezzo motorizzato. Piazze e strade sono divenute paradossalmente luoghi di allontanamneto. É praticamente impossibile vedere bambini giocare in piazza. Gli anziani sono continuamente in pericolo in questi luoghi. Dobbiamo ribadire che, come ogni luogo della comunità, la strada e la piazza sono di tutti… così come ancora è in qualche paesino di montagna o in molte città del Sud del mondo.

8. IL DIRITTO AL SELVAGGIO - Anche nel cosidetto tempo libero tutto è preorganizzato. Siamo nell’epoca dei “divertimento”. I parchi gioco sono programmati nei dettagli. Così accade anche nel piccolo, nei parchi delle scuole o nelle aree verdi delle città, compreso l’arredo urbano. Ma dov’è la possibilità di costruire un luogo di rifugio-gioco, dove sono i canneti e i boschetti in cui nascoondersi, dove sono gli alberi su cui arrampicarsi? Il mondo è fatto di luoghi modificati dall’uomo, ma è importante che questi si compenetrino con luoghi selvaggi, lasciati al naturale. Anche per l’infanzia.

9. IL DIRITTO AL SILENZIO - I nostri occhi possono socchiudersi e così riposare, ma l’apparato auricolare è sempre aperto. Così l’orecchio umano è sottoposto continuamente allle sollecitazioni esterne. Mi sembra ci sia l’abitudine al rumore, alla situazione rumorosa al punto da temere il silenzio. Sempre più spesso è facile partecipare a feste di compleanno di bimbi e bimbe accompagnate da musiche assordanti. E così è anche a scuola. L’emblema di tutto ciò è dato da coloro che si spostano alle periferie delle città e a piedi o in bicicletta si portano nella natura per una bella passeggiata con le cuffie dell’Ipod ben inserite nelle orecchie. Perdiamo occasioni uniche: il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua. Il diritto al silenzio è educazione all’ascolto silenzioso.

10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE - La città ci abitua alla luce, anche quando in natura luce non c’è. Nelle nostre case l’elettricità ha permesso e permette di vivere di notte come di fosse giorno. E così spesso non si percepisce il passaggio dall’una all’altra situazione. Quel che più è grave è che pochi riescono a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto. Non si percepiscono più le sfumature. Anche quando con i bambini usiamo i colori non ci ricordiamo più delle sfumature. Il pericolo è quello di vedere solo nero o bianco. Si rischia l’integralismo. In una società in cui le diversità aumentano anziché diminuire, quest’atteggiamento può essere realmente pericoloso.

Cerchiamo insieme di guardare il mondo con gli occhi dei bimbi e delle bimbe.

Fonte: http://www.dirittinaturalideibambini.org

Partire da un diritto attraverso le immagini

Vi propongo un video realizzato sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che ha molti punti in comune con la successiva Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che ha inteso declinare alcuni diritti fondamentali a misura di bambini e  adolescenti.

Vi sembra che sia un video utilizzabile con un gruppo di adolescenti?

Quali attività educative potrebbero essere proposte dopo la visione del video?

Il modello laboratoriale

Il video proposto riporta un’esperienza di Célestin Freinet. Nello specifico viene mostrata la reazione dei ragazzi, suoi studenti, nel momento in cui Freinet porta loro un dono.

Anche senza comprendere le frasi, un’attenta osservazione dei volti, dei comportamenti sia del maestro che dei ragazzi possono farci riflettere su alcuni aspetti della didattica laboratoriale o di un approccio non frontale e tradizionale. Freinet proponeva infatti un metodo il più possibile fondato sul coinvolgimento diretto degli studenti e la cooperazione tra loro e tra loro e il maestro. Il sapere è condiviso e costruito insieme.

Quali aspetti vi colpiscono? Quali riflessioni il video suscita?

Diritto a…


 

Anche un video può essere uno spunto per parlare di diritti.

Quali riflessioni vi vengono in mente?

Quale utilizzo didattico potremmo farne?

Il diritto di essere bambini

Per lavorare sulla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è necessario per prima cosa conoscerla.

Marcia per i Diritti dei Bambini- www.agenziadeiragazzi.net

Potete trovare qui una versione semplificata per i ragazzi che potrebbe essere utilizzata con loro e qui una spiegazione  dei diversi articoli.

 

Piccoli si nasce, grandi si diventa: un kit didattico

Piccoli si nasce…grandi si diventa è un kit didattico pensato per chi lavora con i bambini della scuola primaria e con i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di I grado.

E’ stato realizzato dalla Provincia di Bolzano in collaborazione con l’organizzazione CIFA onlus e il contribuito europeo. Il kit è strutturato su tre macro aree tematiche, i tre diritti analizzati, Diritto al gioco, Diritto al nome (identità) e Diritto alla Partecipazione.

Per ogni diritto ci sono un’Introduzione tematica per riflettere sulla tematica affrontata; una sezione con proposte di attività; e una sezione che racconta esperienze realizzate nelle scuole sul territorio nazionale.

Potete consultarlo, cliccando qui.